11 DICEMBRE 2023

Centro Internazionale di Studi Umanistici “Umberto Eco”, Sala Rossa
dalle 15:00 alle 17:00

Abstract

Questo intervento si focalizzerà sulla weaponization del passato nella propaganda putiniana e esplorerà l'aspetto materiale degli (ab)usi della storia e le loro traduzioni in terra ucraina. Se il patrimonio culturale è sempre uno strumento, in tempo di guerra diventa un'arma. Dal 2014, infatti, il patrimonio gioca un ruolo centrale nella guerra della Russia in Ucraina. La Russia sta svalorizzando, minacciando, attaccando e distruggendo il patrimonio ucraino, usandolo consapevolmente come arma offensiva. Il mio intervento mostrerà come le strategie messe in atto dalla Russia hanno significati e scopi multistratificati, e devono essere inquadrate in un contesto globale e trans-storico. Gli attacchi al patrimonio ucraino non fanno solo parte di strategie chiaramente identificabili e specifiche di questo conflitto. Essi riflettono anche l'approccio russo al patrimonio, largamente influenzato da esperienze di lungo periodo di imperialismo e colonialismo. 

  

Bio

Julie Deschepper è Assistant Professor in Heritage and Museum Studies presso la sezione di Storia culturale dell'Università di Utrecht. Formatasi come storica della Russia e nell'ampio campo degli studi sul patrimonio culturale, nonché come curatrice museale, ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Istituto nazionale di lingue e civiltà orientali (Inalco) di Parigi (2019). La sua ricerca si concentra sulla cultura materiale e sui discorsi, le pratiche e le esperienze del patrimonio, soprattutto nei paesi (post-)sovietici. Il suo primo libro, sotto contratto con le Edizioni CNRS, si intitola Les temps du patrimoine soviétique. Une histoire matérielle de la Russie. Sta preparando la pubblicazione del volume collettivo (con Antony Kalashnikov e Federica Rossi), Time and Material Culture. Rethinking Soviet Temporalities (Routledge, 2024). Attualmente lavora, sia come studiosa del patrimonio che come professionista, sugli usi del patrimonio durante la guerra in Ucraina. Julie è anche co-coordinatrice della rete francofona dell'Associazione di studi critici sul patrimonio culturale (ACHS). 

 

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