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Semiotica dell'estremo e semiotica del neutro nelle Memorie del Cardinale Raúl Silva Henríquez nel Cile della post dittatura

16/05/2019 dalle 15:00

Dove Centro Internazionale di Studi Umanistici “Umberto Eco” – via Marsala 26, Sala Rossa

Contatto di riferimento Prof.Claudio Paolucci;

Recapito telefonico per contatti +39 051 20 88032

Partecipanti Jaime Otazo Hermosilla (Universidad de La Frontera, Cile)

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Giovedì 16 Maggio 2019, h. 15.00

Semiotica dell'estremo e semiotica del neutro nelle Memorie del Cardinale Raúl Silva Henríquez nel Cile della post dittatura

Abstract. Nel “Seminario sul Neutro”, Roland Barthes lo pensa come ciò che “elude il paradigma". Il Neutro caratterizza infatti il ricorso al terzo termine (il tertium) e, sul piano etico, si costituisce come quel “campo polimorfo” di strategie orientate a eludere o risolvere il conflitto o la tensione dell’opposizione binaria. Un buon esempio di posizionamento enunciativo e semiotico che descrive il Neutro barthesiano, si trova nelle Memorie del Cardinale Raúl Silva Henríquez, figura cruciale della storia recente del Cile e rappresentativa del modo in cui la Chiesa Cattolica affrontò le trasformazioni politiche in America Latina durante la Guerra Fredda e le dittature militari della destra. La dottrina sociale della Chiesa Cattolica, riformulata dopo il Concilio Vaticano II, ha fortemente influenzato la percezione di Silva Henríquez sul momento storico che viveva il continente americano, e il Cile nello specifico, di fronte all’opposizione delle forze antagoniste del "comunismo ateo" e del "capitalismo selvaggio". Questa dottrina permetterà alla Chiesa, rappresentata da Silva Henríquez, di transitare tra questi nuovi Scilla e Cariddi nella sua missione pastorale ed evangelizzatrice. Una semiotica della polarizzazione va allora prendendo forma nelle Memorie del Cardinale e nella sua tematizzazione della tensione ideologica e politica propria del mondo in cui gli toccò vivere. Il cardinale elabora un lavoro permanente di smantellamento delle opposizioni ideologiche attraverso il sorgere di un’etica bassata su una semiotica del neutro, che combina la ricerca di una via intermedia, della prudenza e della tolleranza, con l’affermazione dei valori del dogma cristiano. La stessa posizione lo porterà, in piena dittatura, a rivalutare gli slittamenti ideologici della polarizzazione per riprodurre (sotto nuove forme) le difficili manovre del neutro davanti al bivio tra cedere di fronte alla coazione del potere dittatoriale e la pressione del mondo ecclesiastico e civile, tesa a rompere violentemente con quest’ultimo.